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Grandi Architetti Italiani Contemporanei: la top 5

Non è certamente un compito facile decretare chi far comparire nella top 5 dei Grandi Architetti Italiani Contemporanei, fortunatamente accorre in nostro aiuto il Premio Pritzker, riconoscimento nato nel 1979 proprio con lo scopo di rendere omaggio ai migliori architetti al mondo.

Il primo italiano a vincere il Premio Nobel dell’architettura è stato Aldo Rossi, che tra gli altri ottenne anche il già citato Premio Pritzker nel 1990. Nato a Milano nel 1931, ha per diversi anni accompagnato la carriera di architetto all’insegnamento e al giornalismo. Ha indubbiamente lasciato il segno con la progettazione dell’ampliamento del cimitero San Cataldo di Modena e la ristrutturazione del Teatro Carlo Felice di Genova, fino a opere anche controverse come il Monumento a Sandro Pertini a Milano.

Parlando di Genova viene subito in mente un altro grande dell’architettura italiana: Renzo Piano. Considerato il più grande architetto italiano vivente, è stato da poco nominato senatore a vita dal presidente Giorgio Napolitano. Impossibile citare tutti i premi vinti da un simile genio, l’attenzione si focalizzerebbe sempre e comunque sulla vittoria del concorso per la progettazione del nuovo Centro Pompidou di Parigi.

Tra i nomi dei grandi architetti italiani contemporanei spicca una sola donna: Gaetana Aulenti, per tutti Gae. Nata nel 1927 in Friuli, si laurea al Politecnico di Milano ed inizia la carriera collaborando con svariate riviste di arredamento. Negli anni il successo arriva soprattutto grazie al design e ai lavori realizzati per grandi nomi come Olivetti e Agnelli che le affidano moltissimi progetti legati all’arredamento d’interni. Tra gli anni Settanta e Ottanta lavora alla ristrutturazione del Museo d’Orsay a Parigi, del Museo Nazionale d’Arte Catalana di Barcellona e di Piazzale Cadorna a Milano, oltre a realizzare l’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo.

Uno dei migliori architetti italiani del secolo scorso è stato indubbiamente l’italo austriaco Ettore Sottsass. Grazie alla collaborazione con Olivetti vince nel 1959 il primo Compasso d’Oro, l’importante premio per il design industriale riuscirà a portare a casa altre due volte nel corso della carriera. Negli anni Ottanta collabora con Alessi e fonda il gruppo Memphis, col quale realizza opere di design alcune delle quali in esposizione permanente al MoMA di New York.

Massimiliano Fuksas è il più giovane tra i grandi architetti citati. Inizia a lavorare collaborando a pieno ritmo con Anna Maria Sacconi, che abbandona una ventina di anni dopo per vedere crescere la sua fama europea a dismisura. Si occupa negli anni della realizzazione dell’Università di Brest e Limoges, della Vienna Twin Tower, della Fiera di Milano Rho-Pero, del Centro Peres per la Pace di Giaffa a Tel Aviv, senza dimenticare i vari progetti ancora in fase di lavorazione come il nuovo Centro Congressi dell’EUR e il Grattacielo della Regione Piemonte di Torino.

Photocredit: designmag.it

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