Benedetti Magazine

Designer Famosi: Rem Koolhaas

Sarà perché è una personalità polivalente, ma se si parla di designer famosi non si può non citare Rem Koolhaas: architetto, urbanista, saggista, sceneggiatore e fenomeno mediatico.

Nel 1978 Pubblica Delirious NewYork, il libro considerato un classico della teoria architettonica contemporanea che descrive il fascino sconcertante che si realizza al di là di ogni programmazione possibile, una città moderna che invece vien fuori da sé, per sua propria forza interna.

Maestro delle ultime generazioni di architetti, creatore di edifici che si stagliano come meraviglie surreali sui panorami di città dell’America, dell’Europa e dell’Asia, Rem Koolhaas con il suo Office for Metropolitan Architecture (OMA) è a giusto titolo considerato il massimo protagonista dell’architettura contemporanea.

L’OMA è sicuramente il più grande progetto di Rem Koolhaas. 300 persone di 30 nazionalità diverse: architetti, ricercatori, designer, modellisti, designer industriali e grafici provenienti da tutto il mondo lavorano in stretta collaborazione supportati dal lavoro concettuale di AMO  (Architecture Media Organization) che oltrepassa i confini dell’architettura ed urbanistica per comprendere anche sociologia, tecnologia, politica e comunicazione.

E’ impossibile rinchiudere lo stile di Rem Khoolaas in un filone stilistico ben preciso, egli stesso afferma che l’architettura è per definizione un’avventura caotica. D’altronde è quello che accade per molti dei designer più famosi. La sua influenza nel mondo supera l’architettura, ispira persone dei più svariati campi disciplinari. Anche per questo motivo, tra i numerosi riconoscimenti spicca il Leone d’oro alla carriera della 12. Mostra Internazionale di Architettura.

Si potrebbe parlare di Rem Koolhaas senza citare mai nessuno dei suoi progetti perchè il suo pensiero e la sua opera a tuttotondo meriterebbe un saggio ma questo nei confronti di un architetto non è mai molto cortese, così se vogliamo ricordare solo alcuni dei suoi ultimi progetti non si può non pensare alla Casa da Musica di Oporto; al progetto per la Sede della China Central Television a Pechino; al The Dee and Charles Wyly Theater; l’allestimento del '24 Hours Museum' all'interno del Palais d’Iéna, a Parigi per la fondazione Prada e al Maggie’s Cancer Caring Centres Trust di Glasgow.

Photocredit: Archiportale.com

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